ARTICOLI
FIUMI IN GUERRA
Le battaglie più violente e sanguinose lungo le rive dei fiumi
L’immagine del fiume è stata, nel corso dei millenni, fonte di meditazione per poeti, scrittori e filosofi, ma anche luogo di battaglie, di combattimenti, di scontri cruenti e sanguinosi. I fiumi, in quanto barriere naturali, non solo hanno dato il loro nome ad una serie consistente di guerre e campagne militari avvenute nelle loro vicinanze, ma spesso sono stati veri propri campi di battaglia, dove ogni tipo di condottiero o semplice soldato ha saldato il proprio destino proprio ai corsi d’acqua.
I ponti e i guadi, facilitando l’attraversamento dei fiumi più grandi, hanno attratto gli eserciti, che lungo il corso delle loro marce, si sono trovati ad affrontare le rive dei fiumi, nel tentativo di attaccare oppure di ritirarsi.
Sono almeno 163, nel mondo, i fiumi più lunghi di mille chilometri, ma nessuno scorre sul suolo italico, poiché il Po, il fiume più lungo d’Italia, è lungo appena 652 chilometri, distanza comunque notevole per una penisola. Il fiume più corto del mondo, solo per alcuni, è l’Aril in Veneto di appena 175 metri, il quale nasce da un laghetto alimentato da una polla d’acqua, dove le trote prolificano, per poi immettersi nel lago di Garda. In realtà, il Roe, un fiume degli Stati Uniti d'America che scorre fra Giant Springs e il fiume Missouri, del quale è un affluente, è stato considerato dal Guinness dei primati il fiume più corto del mondo per la sua lunghezza pari a 61 metri. La lunghezza di un fiume non è sempre facile da calcolare, infatti, dopo aver trovato la sorgente e la foce, bisogna misurare in modo preciso la distanza tra queste due località. Il Reprua, per esempio, è un fiume situato in Abcazia, in Georgia, lungo appena 27 metri, senza parlare dell’Ombla in Croazia di circa 30 metri oppure del D River nell’Oregon (Stati Uniti) di 37 metri. Per essere considerato fiume e non un torrente o canale, un corso d’acqua deve avere una portata piú o meno costante e consistente. Se non si riesce ad avere una certezza sulle misure del fiume più corto, ancora si discute sia per il fiume più lungo del mondo sia per quello dell’Italia. La disputa riguarda il Nilo e il Rio delle Amazzoni, a seconda della diversa sorgente presa in considerazione, mentre c'è discussione circa la lunghezza del Tanaro, più lungo del Po alla confluenza nel Po stesso, se la fonte di un fiume è il luogo più distante dalla sua foce. Il fiume Drava, un affluente del Danubio, nasce nel comune di Dobbiaco, in provincia di Bolzano, ma scorre in Italia per pochi chilometri, prima di entrare in territorio austriaco, però complessivamente, dalla sorgente al punto in cui affluisce nel Danubio è lungo ben 749 chilometri rispetto ai 652 chilotri del Po. Da un punto di vista militare le cose sono più semplici, infatti, non è la lunghezza di un fiume a creare problemi, semmai la sua larghezza e l’impeto delle sue acque, senza contare le rive scoscesi e la possibilità di costruire o distruggere ponti. Dal fiume mitologico dello Stige alla Beresina, dal Tevere al Granico, dal Piave al Washita, non c’è periodo storico che non abbia visto un fiume protagonista di guerre o battaglie, la maggior parte delle volte sanguinose e crudeli nella loro fredda cronaca. Andiamo quindi alla scoperta dei più affascinanti fiumi del nostro passato, nella speranza che le loro acque non si tingano più di rosso sangue.
La psicologia del giocatore di wargame
di Riccardo Affinati
INDICE
I. Il rapporto con il gioco della guerra
II. Studi e ricerche
III. I maestri
IV. Osservazioni generali sul wargame
V. La psicosi tra i giocatori di wargame
VI. Conclusione
Bibliografia
I. Il rapporto con il gioco della guerra
La parola d'ordine è diventata conoscere la guerra per non fare la guerra, si è persa la voglia di studiare soluzioni estreme, ma si è cercato di conservare la storicità degli intenti innestandoli su nuove basi, che portassero la felicità dell'incontro e la complessa arte della strategia. In coloro che non conoscono il wargame, nasce spesso la convinzione che la parola "guerra" superi la parola "gioco", o che di fronte alle cose importanti non si possa scherzare o giocare. In realtà è l'ignoranza di chi esprime giudizi del genere, che provoca l'incapacità di replica o peggio ancora "l'effetto bugia", cioè l'aumento incontrasto di teorie errate. Il wargame non è andare per boschi a spararsi palline ripiene di vernice, non è neanche giocare col computer, così come è sbagliato compararlo con situazioni o ambientazioni fantastiche, perchè ...
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Ogni nazione con delle forze armate oppure di polizia organizzate possiede al suo interno dei corpi speciali, meglio organizzati, meglio equipaggiati o comunque considerati d’élite oppure special force. In alcuni paesi tali unità sono considerate affidabili e fedeli, in Italia a loro sono affidati compiti particolari altamente sensibili oppure così difficili da dover sottoporre gli appartenenti ad un addestramento duro e lungo oppure assai complesso.
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I ranci militari nell'Ottocento clicca qui
Novità

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